Terra incantata, ricca di leggende di indiani e di cercatori d’oro, grande tre volte l’intera Europa e con solo 30 milioni di abitanti, il Canada è un paese immenso dove la natura è ancora la vera ed unica regina e offre spettacoli veramente straordinari.
Il viaggio organizzato da Gastaldi Global nel maggio 2005 ha puntato proprio su queste caratteristiche e sulla possibilità di far vivere ai partecipanti l’esperienza di chi nei boschi, laghi e riserve costruisce la sua vita. Ecco il programma di 8 giorni per i 65 partecipanti.
L’itinerario, tutto nel Quebec, è partito da Montreal, la città più cosmopolita del Quebec, costruita su un’isola che sorge nel punto d’incontro dei fiumi San Lorenzo e Outaouais. Il modo migliore per godere di Montreal dall’alto e della zona circostante è senz’altro il tour in idrovolante: si è sorvolata Mount Royal, l’unica altura lungo le 32 miglia di costa, celebrata da tutti i viaggiatori sin dai tempi di Jacques Cartier, primo esploratore di cui si sappia che si sia avventurato nel fiume San Lorenzo.
“E’ emozionante salire, sono abituata a volare ma un aereo così piccolo non lo avevo mai preso… Il pilota è un ragazzo giovane e molto gentile, ci spiega brevemente le misure di sicurezza e partiamo. Anche il tempo ci aiuta in quanto con questi mezzi il volo è “a vista” e quindi apprezziamo la giornata anche se non c’è il sole. Non ci si accorge nemmeno quando si decolla tanto è delicato il distacco dall’acqua; voliamo abbastanza bassi. Sotto di noi tutte le case sembrano parte di un plastico, tutte allineate e in ordine e quasi tutte con piscina.”
Da Montreal si parte per la regione di La Malbaie, a nord, seguendo il percorso del meraviglioso St Lawrence River, e si raggiungerà nell’Ile d’Orleans la Riserva dei Bisonti, dove si potranno ammirare le numerose mandrie che contano circa 400 capi.
“C’è un trenino che ci aspetta per fare il giro di tutta la riserva: è aperto dai lati, fa un freddo… però passiamo proprio in mezzo ai bisonti, a pochi metri; un po’ tratteniamo il fiato, un po’ di timore in fondo c’è… Qualche spericolato scende dal trenino per fare qualche foto più da vicino… viene ripreso immediatamente… se al bisonte vengono i “5 minuti” siamo nei guai…
Alla fine del tour ci fermiamo a pranzare sotto un tendone molto pittoresco e assaggiamo, per me è la prima volta, il Mechoui, bisonte allo spiedo che cuoce a vista. La carne è molto tenera, assomiglia un po’ al roast beef, senza quel sapore tipicamente selvatico delle carni non allevate.”
Il pernottamento avviene all’Hotel Fairmont Le Manoir Richelieu - 5 stelle – a Charlevoix, un castello sulle rive del fiume ricco di tradizione, ospitalità e charme dove trascorrere il tempo immersi nel romanticismo e nell’eleganza.
Il giorno successivo è prevista l’escursione con l’avvistamento delle balene a Tadoussac.
Dal porto si partirà per l’escursione in barche private per visitare il fiordo, con le sue scogliere e le sue baie, e per l’osservazione delle balene beluga. Tadoussac ed il fiordo del fiume Saguenay, una spettacolare insenatura delimitata da ripide scogliere, sono il luogo privilegiato per l’avvistamento dei mammiferi marini. Panorami grandiosi, pareti verdeggianti di alberi a picco sul mare.
“Dopo colazione partiamo per quella che penso sia stata la giornata più emozionante di tutta la settimana: l’avvistamento delle balene! Il trasferimento dura una mezz’oretta ed arriviamo alla nostra imbarcazione che ci aspetta a St. Siméon. C’è un sole spaziale anche se a bordo c’è vento e fa abbastanza freddo ma riusciamo a vedere le balene quindi il resto non conta! Questa sensazione non si può descrivere, non trovo le parole adatte, vedere questi giganti così vicini alla nostra barca… “
“La cena di stasera è nel posto più strano che io abbia mai visto: il Ristorante Bootlegger. E’ un locale costruito ai tempi del proibizionism, pieno di passaggi segreti, stanze sotto il livello della strada e nascondigli nelle finestre che venivano usati per contrabbandare le bottiglie illegali! La cena è a base di carne, ma la sorpresa è nel gran finale quando uno dei camerieri si “trasforma” ed inizia uno spettacolo con canti e danze che coinvolge tutto il gruppo.”
Il 4° giorno si riparte in direzione di Quebec City. Obbligatoria la sosta alle cascate di Montmorency. Con ben 83 metri di altezza, le cascate (più alte del Niagara) sono inserite all’interno del Parco Nazionale omonimo. Proprio di fronte alle cascate si intravede la costa dell’Ile-d’Orleans, il posto delle fragole. Collegata alla terraferma da un ponte, l’isola conserva dei paesaggi di rara dolcezza, un susseguirsi di campi coltivati, boschi, baie e piccoli paesini. L’isola, rinomata per la produzione di frutta (mele, fragole, lamponi), divenne sede di villeggiature eccellenti, dalla vicina città di Quebec City. La visita inizia con la salita alle cascate in teleferica per ammirare al massimo questa meraviglia della natura e termina con le gambe sotto il tavolo al Manoir Montmorency, antica residenza del Duca di Kent, che si affaccia sulle Cascate.
Dopo un’interessante giro della città di Québec City gli ospiti hanno raggiunto il meraviglioso Fairmont Chateau Frontenac – 5 stelle, l’hotel di categoria lusso all’interno di un imponente e romantico castello risalente alla fine del 1800 sul promontorio che domina il San Lorenzo e perfettamente mantenuto.
Il giorno seguente è dedicato alla visita della riserva degli indiani Uroni Wendake e del villaggio in tutti i suoi aspetti della vita sociale: la long house, la smokehouse area, la giant sweating tent, il great tapee dove gli Uroni vivevano e vivono tutt’ora. La sorpresa è come si arriva al villaggio: navigando sul Kabir Kouba River ma non con un battello!
“Arriviamo in una stradina che ha accesso al fiume dove sono ormeggiate le rabaskas, le tipiche imbarcazioni indiane, canoe da 12 posti l’una. Ci imbarchiamo a gruppi e devo dire che il percorso per arrivare alla riserva è veramente divertente (oltre che stancante); nasce una gara tra le rabaskas e dopo 20 minuti a pagaiare arriviamo primi… che fatica ! Dopo un percorso a piedi di circa 10 minuti nella foresta arriviamo alla riserva. Sembra un po’ di essere nei vecchi film americani; le persone che troviamo sono indiani che vivono all’interno del villaggio. Siamo ospiti a pranzo con i piatti tipici: la carne di caribù e di cervo e lo sciroppo d’acero. Dopo pranzo ci intrattengono con una danza indiana; un pochino di shopping nel negozietto all’interno della riserva (oggetti molto carini e artigianali…. ho comprato anche il cappello con la coda di procione!) e poi si ritorna in hotel a prepararsi per la cena di arrivederci.”
Per la cena di arrivederci è stata scelta l’ambientazione ideale di un’avventura canadese: il Museo degli intagliatori, meglio conosciuto come Lumberjack Camp, situato a l‘Île d'Orléans, in una capanna in mezzo al bosco.
La serata è stata una vera e propria esplosione della “joie de vivre”, in un ambiente rustico con la cena allietata da canti e balli tipici che hanno coinvolto gli ospiti per un finale di vacanza veramente divertente ed indimenticabile.
“Penso che la cena di stasera sia stata la più divertente in assoluto: siamo a “La Cabane a Pierre”, l’ambiente è tipicamente boscaiolo, c’è un bel falò e assistiamo anche alla dimostrazione del taglio della legna. Siamo tutti perfettamente in linea con l’ambiente, tutti con le nostre camicie a scacchi rosse e nere da boscaiolo! All’interno, dove ceniamo, l’ambiente è molto semplice ma vivace: si canta, si balla al ritmo della musica locale e stasera veramente si fa baldoria!
Finiamo che la mezzanotte è passata da un po’, siamo tutti stanchi e dobbiamo ancora fare la valigia…”
L’ultimo giorno è dedicato all’immancabile shopping, gioia e delizia di tutti gli italiani; i bellissimi negozi di Montreal offrono veramente di tutto, dai capi di abbigliamento sportivo ai manufatti canadesi, dai prodotti dell'artigianato locale ai lavori in legno, in ceramica e in vetro, dai gioielli alla maglieria fatta a mano o al telaio, dall’arte inuit ai mocassini.
Nel pomeriggio, trasferimento in pullman riservato in aeroporto. Dopo il disbrigo delle formalità d’imbarco, la partenza con voli di linea Air France, via Parigi, per l’Italia.
Un bentornati a casa a tutti e appuntamento al prossimo viaggio.
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